VITA DA FREELANCE

Come trasformare lo stress in risorsa

Vengo da una settimana da incubo: una traduzione che mi ha tenuta incollata al computer per cinque giorni consecutivi. Energia, concentrazione, impegno, ansia e stress ai massimi livelli per riuscire a consegnare il lavoro in tempo. Non so neanch’io come, ma alla fine ce l’ho fatta. Adesso che posso tirare un sospiro di sollievo vorrei condividere alcune riflessioni e raccontare come massimizzare la produttività senza farsi sopraffare dall’ansia e dallo stress. 

La definizione di freelance

Inutile nasconderlo, ogni tanto la vita del freelance è molto stressante a causa di  fattori esterni (scadenze improrogabili, richieste particolari, urgenze ecc.) che fanno scattare quello stato d’ansia in cui ogni attività superflua viene bandita per concentrare tutte le energie su un unico progetto. Ecco che il resto del mondo sparisce o, ottimisticamente, passa in secondo piano.

Ma, sebbene agli imprevisti non ci sia rimedio, è importante ricordarsi le basi fondamentali del nostro lavoro, partendo proprio dalla definizione della parola freelancelibero professionista che presta i propri servizi e che svolge liberamente il proprio lavoro senza contratti esclusivi.

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Nel Medioevo i free lances erano i soldati di ventura, persone che prestavano i propri servizi come guardie del corpo e mercenari al miglior offerente. Venivano chiamati free lances perché usavano lance come armi (free-lance significa letteralmente “lancia libera”) e il primo a coniare il termine fu Sir Walter Scott nel romanzo storico Ivanhoe del 1819.

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I offered Richard the service of my Free Lances, and he refused them—I will lead them to Hull, seize on shipping, and embark for Flanders; thanks to the bustling times, a man of action will always find employment.

Quindi, non fa mai male ricordare che, in quanto liberi professionisti, nessuno ci obbliga ad accettare tutti i lavori che ci vengono offerti o le condizioni proposte dai clienti. In ogni caso, a volte è inevitabile imbarcarsi in lavori che, a cose normali, non accetteremmo mai.

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Come massimizzare la produttività?

Ecco che, per rispettare i nostri impegni, mettiamo in azione piccole ma indispensabili strategie per massimizzare la produttività: seguiamo una precisa tabella di marcia, controlliamo la posta e rispondiamo alle mail solo in orari prestabiliti, disabilitiamo le notifiche su tutti i dispositivi, non ci lasciamo distrarre da niente e da nessuno se non strettamente necessario ecc. In breve, diamo la giusta importanza alle cose da fare. Purtroppo a volte oltrepassiamo i limiti dimenticandoci di mangiare, riposare e in generale di avere una vita oltre il lavoro esponendoci così a stress e ansie inutili e potenzialmente pericolosi.

Il trucco è riuscire a vedere lo stress in modo positivo (Kelly McGonigal: How to make stress your friend– TED Talk in inglese sottotitolato in italiano) accettare sfide fuori dalla nostra comfort zone che diano un spinta alla nostra produttività senza preoccuparci eccessivamente degli effetti negativi dello stress:

“Quando cambiate idea sullo stress, potete cambiare la reazione del vostro corpo allo stress.”

Kelly McGonigal

Quello che trovo utile è provare a canalizzare le energie e trasformare l’ansia e lo stress in risorse utili. Ma come? Non c’è una ricetta precisa, ma sicuramente delle linee guida potranno esservi utili!

  • I lavori che vanno oltre la nostra “comfort zone” possono offrire inaspettate possibilità di crescita professionale: tenendo presente che la perfezione non esiste (me lo ripeto almeno dieci volte al giorno) e che non possiamo essere “tuttologi”, proviamo quindi a cogliere in queste occasioni degli spunti per migliorarci e ampliare le nostre conoscenze;
  • Pianificare il lavoro: la tecnologia ci viene incontro con un’infinità di app (E.ggtimer, todoist)  ma non sottovalutiamo le vecchie maniere: cosa c’è di più efficace di una bella lista di cose da fare scritta a mano? In questo modo riusciremo a visualizzare gli impegni e a tenere un po’ di stress sotto controllo.
  • Delegare a colleghi di fiducia: ammettiamolo pure, non siamo eroi e a volte è necessario chiedere il supporto di qualcuno.  Per questo è importante instaurare e mantenere buoni rapporti con colleghi che possano dimostrarsi aiuti preziosi nei momenti di bisogno;
  • Disabilitare le notifiche: non rispondere al telefono solo perché sta squillando o alle e-mail perché appaiono sullo schermo del computer non significa non dare importanza agli altri.  Ritagliamo momenti precisi durante la giornata per dedicarci  ai messaggi e alle chiamate perse con la giusta attenzione.
  • Bloccare distrazioni come Facebook, Twitter e altri social network o limitarli al minimo qualora li usassimo per la nostra attività;
  • Programmare le pause e le distrazioni:  una breve pausa ogni 30/40 minuti di lavoro non potrà che farci bene. Giusto il tempo per un caffè, uno spuntino (leggero!), ascoltare una canzone, giocare col gatto, portare il cane a spasso o fare brevi esercizi di meditazione e rilassamento;
  • Non isoliamoci: nei momenti di stress è importante ritagliarsi il giusto spazio per socializzare, circondarsi di amici, parenti e colleghi ai quali teniamo per condividere con loro nostre emozioni e preoccupazioni. Questo ci aiuterà sia a livello mentale che fisico.
  • Una volta consegnato il lavoro, prendiamoci il giusto tempo per recuperare le energie, apprezzare quanto abbiamo fatto e fare tesoro di tutto quello che abbiamo imparato da questa esperienza.
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Risorse utili

Se avete altri suggerimenti per aumentare la produttività a lavoro o volete condividere le vostre esperienze mandatemi un messaggio. Grazie per il vostro tempo!