Florence TweetUp for Translators

Amo il mio lavoro, ma a volte passare l’intera settimana a tradurre, m’induce in uno stato d’inerzia e stanchezza difficile da combattere e la prospettiva del weekend si trasforma nel solo miraggio di un meritato riposo: casa, divano, ciabatte, stop. Però, quando mi accorgo di correre il rischio di alimentare inerzia con inerzia, so di avere un solo rimedio: trovare nuovi stimoli. In tal caso, cosa c’è di meglio di un invito al Florence Tweetup for Translators? Niente! Così, lo scorso sabato pomeriggio, ho vinto la pigrizia e sono salita su un treno per Firenze in compagnia della mia cara amica Barbara.Palazzo Vecchio

A darci il benvenuto, la città soleggiata e frenetica: impossibile non approfittare di un’accoglienza tanto calorosa e carica di bellezza! Prima di incamminarci verso la nostra meta, quindi, abbiamo passeggiato per le vie del centro fino al Lungarno Amerigo Vespucci. Lì ci ha raggiunte una mia cugina che abita da quelle parti: qualche chiacchiera per aggiornarci sulle rispettive vite davanti a un caffè, poi via, alla volta del luogo stabilito per l’incontro fra traduttori. Ma l’aria di vacanza fuori porta, si sa, induce in risate e divagazioni, ed è proprio per questo che io e Barbara abbiamo sbagliato strada più volte e siamo arrivate all’appuntamento in ritardo. Il solo a essersi accorto del nostro vagare apparentemente senza meta, è stato un gatto accovacciato su un cuscino nei pressi dell’ambasciata americana: dall’alto del suo punto d’osservazione, ci ha seguite con curiosità per buona parte del tratto di Corso Italia che ci ha portate al Tao, l’asian bistrot e lounge bar scelto per il tweetup fiorentino.

Duomo

Se la parola tweetup sta a indicare un incontro-dibattito on line sulla piattaforma di uno dei più noti social network, essa è stata mutuata da Twitter e calata in un diverso ambito come una sorta di provocazione: la normalità, infatti, vuole che i traduttori s’incontrino spesso e volentieri nel solo contesto virtuale dello scambio di mail, di messaggi su Facebook o di chiacchierate su Skype. L’incontro faccia a faccia, lo scambio di sguardi, parole, esperienze vissute, è l’eccezione alla regola ed è proprio ciò che fa di ogni tweetup un’esperienza preziosa. Quando poi tutto ciò avviene in un’atmosfera soft e rilassata come quella di un salotto in stile fusion, durante un aperitivo accompagnato da un gustoso mix di piatti tailandesi e italiani, lo scambio diventa ancor più disinvolto e piacevole.

2014-10-11 20.15.15

Come già accadde con il Pisa Tweetup, anche il Florence TweetUp for Translators mi ha confermato la necessità vitale del confronto, dell’arricchimento reciproco fra persone che condividono una professione che si differenzia in innumerevoli modi: per linguaggi, contesti e culture di riferimento. Non c’è che dire: se avevo bisogno di un nuovo slancio per il mio lavoro, al Florence TweetUp l’ho trovato.

Mentre tornavo a casa, guardavo il panorama scorrere in notturna al di là del finestrino, e quella visione faceva da sfondo ai miei pensieri, al desiderio rinnovato di esperienze simili a quella appena vissuta.

Grazie a tutti i colleghi per la bella serata e arrivederci al prossimo TweetUp!

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